La Via Degli Abati

Pavia - Pontremoli

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Lungo l'itinerario, seguito normalmente dagli abati per andare a Roma, si incontravano certamente persone e mezzi che dai possedimenti del Monastero in Val Taro, Val Ceno e Toscana, andavano a tornavano da Bobbio. Non mancavano poi i pellegrini, irlandesi e non, ecclesiastici e laici, che, nel viaggio a Roma, includevano una sosta all’abbazia per visitare la tomba di San Colombano. I monaci gestivano infatti, dall'862, un ospizio a Piacenza, in Santa Brigida, dedicato in prevalenza ad accogliere proprio i pellegrini irlandesi che si recavano al monastero di Bobbio e alla città di S. Pietro. E non saranno certo mancati, almeno in alcuni periodi, transiti di eserciti, di briganti, di contrabbandieri.

Il tragitto si può suddividere in due tratti:

I) Tratto Bobbio   Boccolo dei Tassi   Bardi, in cui un fascio di strade consente di attraversare il territorio di Coli e la Val Nure, utilizzando di volta in volta i percorsi possibili per arrivare a Boccolo dei Tassi, punto fermo per gli abati di Bobbio, che qui potevano sostare prima di arrivare a Bardi.

II) Tratto Bardi - Borgo Val di Taro - Pontremoli, che si sovrappone in parte alla cosiddetta “via dei Monasteri”, che collegava le fondazioni regie della pianura con quelle di Val di Tolla, Gravago e Pontremoli, per poi proseguire verso Roma.

Come è noto, il percorso della via Francigena che oggi conosciamo è quello descritto nel suo diario di viaggio dall’Arcivescovo Sigerico, nel ritorno da Roma verso Canterbury tra il 990 e il 994. Giunto a Pontremoli e dovendo attraversare l’Appennino, Sigerico scelse la via del passo della Cisa ( Monte Bardone ), che consentiva di raggiungere, disegnando un ampio arco, le città della pianura ( Fidenza, Piacenza, Pavia ).

Esisteva tuttavia anche un altro percorso, più antico, che passava attraverso i monti ed era utilizzato già dal VII secolo soprattutto da chi viaggiava a piedi, quale tragitto più breve da Pavia a Lucca e verso Roma,
La Via, utilizzata già dai sovrani longobardi prima della conquista della Cisa, controllata dai bizantini, toccava anche l’abbazia di Bobbio, nel cuore dell’Appennino, dove i pellegrini diretti a Roma e provenienti dalla Francia e dalle Isole Britanniche passavano a venerare le spoglie di San Colombano (+615), grande abate irlandese e padre, con San Benedetto, del monachesimo europeo.
Già in età longobarda, a Pavia ed a Lucca, sorgevano “hospitales” di San Colombano.
Il tragitto era parimenti seguito dagli abati di Bobbio per andare a Roma presso il pontefice, da cui l’abbazia direttamente dipendeva.
L’antico itinerario, è stato riscoperto verso la fine degli anni ‘90 da Giovanni Magistretti, studioso piacentino, autore di diverse relazioni sulla Via e membro dell’Associazione, ed è stato pubblicato nel maggio 2011 in una Cartoguida della Via degli Abati, realizzata con la collaborazione di alunni ed insegnanti dell’Istituto per geometri "Tramello” di Piacenza, delle sezioni CAI locali e grazie anche all’intervento delle Amministrazioni locali.
Nella Cartoguida, disponibile presso i vari punti di informazione turistica dei Comuni interessati, viene presentato l’intero percorso, lungo 125 km., suddiviso su due fogli con quattro facciate a colori, in scala 1: 25000, con l’aggiunta di notizie di carattere storico, artistico ed ambientale sui territori attraversati dei Comuni di Bobbio, Coli, Farini, Bardi, Borgotaro e Pontremoli.
Il tracciato viene indicato nelle tavole e sul terreno con la sigla VA e i segnali del CAI. Nella mappa sottostante della Via Francigena (pubblicata nel sito del Comune di Gambassi Terme,Toscana, anno 2003), oltre a tratteggiare il percorso di Sigerico dalle Alpi a Roma, viene segnalata anche la variante montana che da Pavia passa per Bobbio-Pontremoli fino a Lucca.



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